Ink-no-ink (13 Febbraio - Bologna)Nasce oggi, dalla ricerca di Lesepidado, un inchiostro ecocompatibile e di derivazione alimentare, appositamente studiato per la stampa usa e getta, che salva le foreste e non comporta rischi di contaminazione degli alimenti. E’ stato ricavato dai coloranti usati in pasticceria per le torte, adattato alle stampanti a getto d’inchiostro da ufficio, e costa meno di quello tradizionale. Sembra un sogno, ma è una realtà già in prova sul mercato. Ne esiste infatti un prototipo compatibile con i più diffusi modelli di stampanti. Le principali proprietà dell’inchiostro ecologico, commercializzato con il nome di Ink-no-ink, sono di essere alimentare (quindi atossico), biodegradabile, e facilmente disinchiostrabile, cioè rimuovibile dalla carta.La prima caratteristica consente di evitare casi di contaminazione degli alimenti e delle bevande, come quelli purtroppo recentemente verificatisi in Italia. L’atossicità, la biodegradabilità e la facilità di rimozione della carta fanno sì che il suo impatto ambientale sia del 68% inferiore a quello degli inchiostri tradizionali. L’uso massiccio di carta riciclata, ad esempio, è frenato dalla difficoltà di sbiancare la carta già stampata. Gli inchiostri convenzionali, infatti, pensati per la stampa fotografica vista la sempre maggiore diffusione di fotocamere digitali, sono molto resistenti. La carta riciclata che se ne ricava non è così abbastanza bianca e trova ancora un impiego troppo limitato. Ink-no-ink al contrario è ideale per la stampa usa e getta, quella delle mail o dei documenti che ci stampiamo per leggerceli con calma e che finiscono in breve tempo nel cestino dei rifiuti. Si disinchiostra con grande facilità e consente quindi una riduzione del consumo di legno per la produzione di nuova carta. Risponde insomma ad una tendenza sempre più marcata: mentre gli archivi cartacei sono via via soppiantati da quelli digitali, la facilità e la rapidità di stampa alimentano una costante crescita della stampa usa e getta, il cui ciclo di vita talvolta può essere anche di poche ore. Negli Usa ad esempio si stima che un lavoratore stampi in media circa 12mila fogli l’anno, per un equivalente di 54 kg di carta, con un incremento annuo del 20%. Questo comporta che, a livello mondiale, vengano immesse annualmente nell’ambiente 10mila tonnellate di inchiostri per tecnologia a getto d’inchiostro (ink-jet).
Ink-no-ink è nato da un progetto di ricerca partito nel 2001 e cofinanziato dal consorzio Spinner (Alma Mater, Aster e Sviluppo Italia), che sostiene la nuova imprenditorialità ad elevato contenuto di conoscenza. L’ulteriore sviluppo dell’inchiostro pulito è affidato al laboratorio regionale a rete Litcar (Laboratorio integrato tecnologie e controllo ambientale rifiuti) della rete dell’Alta tecnologia dell’Emilia Romagna coordinata dal consorzio Aster. Litcar, che ha sede a Rimini, è coordinato dal professor Luciano Morselli del Dipartimento di chimica industriale dell’Università di Bologna. Oltre ai vantaggi nel riciclo della carta, l’inchiostro ecologico consente un abbattimento dell’impatto ambientale complessivo, in tutto il ciclo di vita, dalla produzione dell’inchiostro, al riciclo delle cartucce esaurite. Volendo confrontare l’impatto ambientale di un inchiostro tradizionale con Ink-no-ink si può osservare che: il primo contiene coloranti e additivi tossici, mentre quelli del secondo sono alimentari secondo la normativa Ue; per quanto riguarda la cartuccia, nel primo caso finisce in una discarica per rifiuti speciali non pericolosi, mentre quella di Ink-no-ink finisce nel riciclo della plastica come i contenitori per alimenti; quanto al riciclo della carta stampata, i coloranti degli inchiostri tradizionali sono resistenti ai processi di sbianca e scarsamente biodegradabili, mentre quelli dell’inchiostro ecologico sono facilmente rimovibili e biodegradabili; gli inchiostri tradizionali, infine, in confronto a Ink-no-ink, sono meno adatti a bambini ed anziani.
Si è conclusa la fiera Lineapelle svoltasi dal 25 al 27 ottobre a Bologna nella quale… segue »
Trasferimento Tecnologico e performance innovativa di PMI: strategie di successo.
Firmata la convenzione tra la Regione Emilia Romagna e l’ATS costituita da aziende emiliane (tra cui Lesepidado) ed Università: laboratorio in rete LITCAR, Laboratorio Integrato Tecnologie Controllo Ambientale nel ciclo di vita dei Rifiuti.

Ink-no-Ink
il primo inchiostro ecologico per rispondere alle nuove esigenze del mercato rispettando l’ambiente che ci circonda.